Roberto Avogadro: "In merito al dibattito che in questi giorni occupa le pagine dei giornali e i siti web in merito al progetto di una nuova area a servizi presso il cimitero capoluogo che comprende anche un forno crematorio occorre fare un po’ di chiarezza."
A
settembre è stata avanzata da soggetti privati di propria iniziativa una
proposta progettuale per la costruzione nell’ambito delle aree scoperte del
plesso nuovo del Cimitero Capoluogo dove non ci sono abitazioni e
l’accessibilità è garantita dalla viabilità interna di una nuova piastra servizi
costituita da:
-
Realizzazione di locali tecnologici per il forno di cremazione e locali di
servizio;
-
Locale ad uso della sala del commiato e di ricevimento;
-
Locale ufficio amministrativo;
-
Locale per celle frigo;
-
Servizi igienici ad uso pubblico e privato;
-
Aree esterne di accoglienza feretri e pubblico;
-
Zona spargimento ceneri;
Inoltre
all’amministrazione comunale verranno realizzate a costo zero altre opere di
indubbia utilità:
-
Restauro del cimitero degli “Inglesi”
-
Modifica della viabilità di accesso al plesso cimiteriale su via
Valbona.
-
Un canone annuo di 10.000 euro che verranno utilizzati dall’amministrazione
comunale per la manutenzione del cimitero liberando risorse dal bilancio
comunale per altri scopi.
-
Tariffe agevolate e priorità ai residenti (si pensi che ben 60 concittadini
hanno scelto la cremazione nell’anno scorso).
L’investimento
privato (quindi nessun costo per l’amministrazione comunale) è di 1.620.000
euro.
L’amministrazione
comunale ha esaminato questa proposta privata con l’attenzione che si deve ad un
imprenditore che voglia investire in città e che in prospettiva fornisca un
servizio di pubblica utilità e assunzione di personale. Questo è l’approccio
politico della Giunta Comunale.
Ovviamente
oltre all’approccio dell’investimento e delle future assunzioni vi è quello
tecnico quindi: fattibilità ambientale, tecnico e paesaggistico che come vuole
la Legge è demandata alla Conferenza dei Servizi che vede coinvolte ben 14
amministrazioni pubbliche.
Tra
queste Amministrazioni che devono ancora esaminare il progetto vi sono anche le
amministrazioni che tutelano la sanità pubblica (Azienda Sanitaria Locale e
Azienda per la protezione dell’ambiente della Liguria) e naturalmente la
Provincia che dovrà autorizzare l’immissione in atmosfera dei
fumi.
Quindi
la Giunta non può che rimettersi alle valutazioni tecniche degli esperti che
siedono nella conferenza dei servizi.
Inoltre
siamo all’inizio della procedura di finanza di progetto.
La
proposta qualora approvata dalla conferenza dei servizi dovrà essere messa in
gara pubblica, nel bando daremo massima attenzione alla funzionalità ambientale
ad emissioni zero quale miglioria della proposta
presentata.
L’attuale
proposta prevede un solo forno crematorio le cui potenzialità sono di quattro
salme al giorno e comunque dagli studi del settore l’infrastruttura non supererà
le 500 salme all'anno che in un anno sono meno di due al giorno.
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