sabato 13 agosto 2011

Totò: finiamo con la nota di Alassio resurrection e non ne parliamo più

Avvocato Avogadro,
Illustrissimo Avvocato… ehi ti stai zitto Peppino? Ma che punto e puntoevirgola….. statte zitto…mi scusi…
Sindaco Avogadro,
le scrivo questa lettera con penna e calamaro per parlare da uomo a uomo o, se preferisce da penna a penna, come dice Peppino, e comunque per farmi sentire: Perbacco! No dico Perbacco! e sottolineo con punto esclamativo e interrogativo ma che vo’ fatto? E che è sta storia che sono brutto poi? Ma mi faccia il piacere mi faccia…sarà bello Maggioglio, Magliolo, Mogliolo…e non confondermi Peppino!
So che ad Alassio c’è la moria delle vacche grasse e magre, ma dico, ma che vo fatto con tutta sta carestia proprio con me ve la dovete pigliare? Permette? Permette che le dico una cosa? Sa tra uomini di mondo…siamo stati tutt’e due a Roma noi…Ma chi le ha detto che ad Alassio io non ci sono mai venuto? Hamingues, Chaplin, Paolo Limiti li ho portati io ad Alassio, io signor sindaco…siamo uomini, caporali o bagnini?
Signor Avogadro io scrivo all’avvocato che c’è in lei…mi rivolgo all’avvocato…non mi tocchi…non mi tocchi sciocchino…e giù le mani non mi cacci, come diceva mia mamma guardare e non toccare…allora…sa cosa le dico tra virgolette? Non è lei che mi caccia ma sono io che me ne vado! Chiuse le virgolette punto e basta! Andiamocene Peppino!
Alassio Resurrection

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