mercoledì 10 agosto 2011

Il punto di vista di Mario Molinari sul caso Totò

Sono d'accordo con quanto afferma Mario Molinari, infatti quando la statua fu inaugurata non feci dei salti di gioia, il disaccordo con Avogadro nasce nella tempistica e nelle motivazioni, in un momento pesante che francamente necessita di pensare ad altro
di seguito la nota di Mario Molinari dal titolo: ben vada il De Curtis
da savona news:

Due cosette su Toto', certi che l'Avo Gadro non abbia certo bisogno di difensori ma:

- E' vero, il c.d. principe della risarà non ha nulla a che vedere con Alassio;

- Qualcuno dice "universalmente" riconiscuto come grande comico. Da chi? Non si sa. Forse da un Italia scroccona e decadente che - infine e pur continuando a scroccare - è decaduta. Forse;

- L'umorismo di Totò nulla a a che spartire con la comicità ligure e ricorda più da vicino quella di incentro sud / tirrenico che vede in Bonolis un buon re-interprete, che non sta simpaticissimo ad un altro dei principi della Comicità, nativo di Albenga ma residente ad Alassio;

- Totò era un massone, e non per modo di dire. Si dirà, nella regione del cemento dove la miss fa "Muretto" un massone può sempre venir bene. Ma non tutti la vedono così;

Non sapremo mai quanto questa aderenza alla massoneria abbia contribuito al suo successo. A occhio, molto. Ma, per favore, niente monumenti, che prima di arrivare ad una statua al De Curtis, come minimo, ne occorrono a Fellini e la Masina, Mastroianni, Gassman padre, Dino Risi, Michelangelo Antonioni, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Ugo Tognazzi, Walter Chiari, Giorgio Gaber, solo per menzionarne alcuni e scusandoci con gli altri.

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