domenica 17 luglio 2011

Gruppo Orsero: da trucioli savonesi un articolo di Luciano Corrado



Località Madonna delle Grazie
Da big della commercializzazione della frutta esotica, a leader savonese del mattone?

E’ tornato alla ribalta della cronaca il gruppo Orsero (ramo immobiliare) per il progetto di costruzione di 30 villette sulla prima collina di Alassio, in località Madonna delle Grazie. La notizia è stata diffusa venerdì 15 luglio dai quotidiani locali. Eccola. La Regione Liguria ha bocciato la richiesta del Comune, o meglio della nuova giunta del sindaco Roberto Avogadro, di fermare un’operazione edilizia in corso.

E più precisamente è stato reso noto (La Stampa, articolo di Roberto Fresia): “L’assessore all’urbanistica Domenico Bogliolo – unico esponente del Pd in giunta ndr – e i funzionari dell’ufficio tecnico sono andati a Genova per proporre una variante restrittiva al Piano territoriale di coordinamento paesistico risalente agli anno ’80.

La commissione regionale all’urbanistica ha replicato all’istanza del Comune di Alassio sottolineando che qualsiasi modifica debba riguardare il Ptcp in fase di approvazione da parte del consiglio regionale e non quello precedente. Inoltre la Regione ha sollevato dubbi sull’assenza di una delibera approvata dal consiglio comunale per sostenere la posizione di Bogliolo, consigliando l’adozione di una variante generale”.

Al momento della discussione il consigliere regionale Marco Melgrati è uscito dall’aula in quanto progettista dell’intervento da 30 villette, evitando rigorosamente “qualsiasi commento sullo stop all’iniziativa della giunta guidata dal suo avversario Roberto Avogadro. Fonti vicine all’ex sindaco lo descrivono però soddisfatto per lo scivolone della maggioranza”.

Lasciano sempre ombre, causa informazioni incomplete, quando vengono tirati in ballo potentati economici. Non sempre si rende un buon servizio al lettore, alle stesse parti in causa come se ci fosse qualcosa da nascondere. Nel caso in questione viene taciuto – forse per mancanza di spazio o altro – chi è interessato alla costruzione del complesso immobiliare. Si tratta appunto del Gruppo Orsero con tutti i legittimi diritti di fare affari alla stregua di tante altre società, soprattutto srl, molto interessate al mercato della casa, dei box. Sono migliaia i benefattori del cemento. Non è colpa loro se la speculazione ha fatto tabula rasa, imperversato.

In questo caso (Alassio collina), neppure monolocali o bilocali, ma residenze di lusso. Per ricchi che non mancano. Anche se l’Italia è il paese dei primati mondiali in negativo dicono gli esperti (anche non comunisti).

LA SFIDA DI PONENTE IMMOBILIARE SRL

La settimana scorsa Trucioli Savonesi aveva illustrato l’attività della “SavonaFilo D’Acqua Srl” (torre Bofill nella Vecchia Darsena), una società satellite di Ponente Immobiliare Srl. che al 7 marzo 2011 dichiarava un capitale sociale depositato di 9.115.735,00 euro, suddiviso in quote nominali di 4.466.710 di proprietà Partest Srl, con domicilio a Milano in Viale Sondrio e 4.649.024 quote (sempre in euro) alla G.F. Group Spa, sempre sede a Milano, ma in via Gaudenzio Fantoli. La società madre della galassia Orsero.

Nel comparto immobiliare, piccola porzione del vasto impero commerciale-imprenditoriale, oltre a Savona-Vecchia Darsena, altri interventi edilizi sono in corso a Borgio Verezzi, Pietra Ligure e Alassio. Almeno per quanto è noto attraverso i media locali.


Raffaella Orsero
La Ponente Immobiliare è stata costituita il 6 ottobre del 1997 nello studio del notaio Federico Ruegg, a Savona; ha iniziato l’attività il 15 marzo del 2004.
GAZZANO PRESIDENTE CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Nel ruolo di presidente del consiglio di amministrazione Daniele Gazzano, 53 anni, laurea in Economia e Commercio, domiciliato ad Alassio in viale Hanbury, figlio del geometra Ivo Gazzano, già titolare di studio tecnico.

Gazzano junior, stretto collaboratore della Gf Group, era stato nominato amministratore delegato nel 2004. A lui oggi sono demandati tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione con il limite di 3 milioni di euro per singola operazione. E’ anche consigliere nominato il 22 aprile 2010.

Del consiglio fa parte Pierangelo Ottonello, 49 anni, di Pietra Ligure, al quale spetta il coordinamento delle attività di vendita delle unità immobiliari in Darsena Vecchia, interagendo con la struttura della controllata SavonaFilo D’Acqua Srl (in liquidazione volontaria).

In consiglio Raffaella Orsero, 45 anni, abitante a Pietra Ligure, con il compito di gestire il coordinamento delle attività di vendita delle unità immobiliari. E stipulare atti di compravendita in nome e per conto della società.

Dal marzo 2008, è stato nominato procuratore Matteo Baccino, 41 anni, nato a Loano. Altro procuratore dal 2 febbraio 2011, Doriana Cerato, 36 anni, abitante a Savona.

Presidente del collegio sindacale, Paolo Garbarini, 40 anni di Genova. Sindaco effettivo Roberto Bottino, 37 anni, Genova. Stesso ruolo per Stefano Basso, 33 anni, Genova. Sindaco supplente, Ranieri Villa, 40 anni e Roberto Famà, 34 anni, di Vigevano. Revisore dei conti dall’11 aprile 2011 la Deloitte & Touche Spa.

La sede amministrativa è in Regione Cime di Leca dove si trova la Gf Group.

Nel percorso storico della Ponente Immobiliare troviamo nel 2004 (amministratore unico) Giovanni Bono, personaggio politico di spicco, per anni presidente (anni ’60 e 70) dell’Ente Provinciale per il turismo della provincia di Savona e direttore dell’ente autonomo del porto, all’epoca esponente socialdemocratico di Giuseppe Saragat.

POLEMICHE SUL CASO ALASSIO

Le società del gruppo Orsero hanno sempre operato alla luce del sole. Una scelta strategica di diversificazione, come accaduto per un’altra famiglia di imprenditori e industriali, i Dellepiane di Millesimo.

Inevitabile e da mettere in conto l’evenienza di finire alla ribalta della cronaca, soprattutto quando si entra nell’attività immobiliare o di riqualificazione urbana.

Il 16 marzo 2011 l’annuncio che Legaambiente Liguria non vedeva di buon occhio la continua cementificazione della costa e dell’entroterra. Era entrato in scena il presidente regionale Stefano Sarti contro quella che è stata definita “l’ultima grande operazione edilizia alassina, con la realizzazione di un complesso di 40 ville e villette da parte del gruppo Orsero”.

“Ad Alassio esiste una collina ancora parzialmente verde – attaccava Sarti - alle spalle della striscia costiera completamente cementificata, dove per far spazio a 40 ville sarà necessario intervenire a colpi di motosega. Ad immaginare questa realtà – scriveva Luca Rebagliati su Il Secolo XIX – è l’ex sindaco Marco Melgrati, in qualità di progettista, e grande sostenitore della necessità di un piano casa ancora più aggressivo di quello approvato recentemente dalla Regione Liguria. Ville, comprese tra 100 e 120 mq. Che insieme alle strade per raggiungerle, cancelleranno parte del residuo patrimonio verde della cittadina rivierasca”.

Il presidente Sarti aveva chiesto alla Regione e a tutti gli enti norme più restrittive per difendere il paesaggio rimasto ed il piano paesistico. Aggiungeva che il piano regionale va rivisto, non stravolto ed occorre essere più rigorosi sulle varianti. “La cementificazione rende il turismo sempre meno appetibile e va contro il futuro”.

Il giorno dopo (17 aprile 2011) La Stampa, con Barbara Testa, illustrava l’approvazione del progetto per realizzare le prime 4 ville in zona di vincolo, in attesa del via libera della commissione edilizia per un’altra trentina di edifici sempre in zona Madonna delle Grazie. Si accennava “ad un enorme progetto edilizio presentato da una società che fa capo agli Orsero, diviso poi in due. Le ville in area vincolata potranno essere realizzate nella parte bassa. Il nucleo più sostanzioso riguarda l’altra parte del progetto, una trentina di costruzioni, tra ville ed appartamenti nella parte alta della collina”.

Il progettista Marco Melgrati, dalle ultime consultazioni regionali, è vice presidente della VI Commissione Territorio e Ambiente, del gruppo Pdl, in rappresentanza di tutta la minoranza e con i voti di Lega Nord e Lista Biasotti (voti 15).


Marco Melgrati
Aveva dichiarato il giorno della nomina: “Porteremo avanti nel nostre istanze a tutela e garanzia delle associazioni di categoria, degli imprenditori, dei piccoli proprietari immobiliari, degli artigiani, della Fiaep, e dei cittadini soprattutto, nel rispetto dell’ambiente e del territorio in cui viviamo. E’ necessario ripensare ed intervenire sulla legge urbanistica. Non si può infine condannare i proprietari degli alberghi a fare gli albergatori a vita; assurda anche la legge sulle nuove lottizzazioni che espropria il 10 per cento e poi, a ragime, il 20 per cento tutte le imprese che intendono realizzare interventi immobiliari”.

Barbara Testa rimarcava il fatto che buona parte degli abitanti di Alassio non vede di buon occhio l’assalto a Madonna delle Grazie, rimasta uno dei pochi polmoni verdi della cittadina.

In cambio, l’amministrazione civica avrebbe ottenuto la proprietà di vari terreni in frazione Moglio, utilizzati a parcheggi, nuove strade ed opere pubbliche. E comunque era necessario il benestare della Soprintendenza.

Nell’aprile 2011 dalle colonne de Il Secolo XIX si metteva in risalto che prima delle elezioni comunali si era scatenata una vera e propria corsa a presentare progetti sul filo di lana. Tra i progettisti il vice sindaco di Imperia (poi dimissionario per una bufera giudiziaria tutta imperiese) Luca Lanteri, descritto tra i più potenti e fidati colonnelli dell’ex ministro Claudio Scajola all’interno del Pdl locale.

In un altro articolo del 30 aprile, Luca Rebagliati scriveva: “…A Madonna delle Grazie la prima parte dell’operazione da una quindicina di ville proposte da un esponente della famiglia Orsero è già partita, mentre la seconda attende in via libera definitivo, che però sarebbe ostacolato dalla difficoltà di acquisire una parte dei terreni necessari, ma che difficilmente impedirà la lottizzazione”.

Dopo quanto è accaduto in Regione e la “vittoria” delle tesi sostenute dall’architetto Marco Melgrati, semaforo verde all’operazione Orsero? Non è chiaro quali strumenti abbia l’amministrazione Avogadro per rifiutare l’intervento o ridurlo al minimo.

La scelta di un progettista della stazza e della fama battagliera di Melgrati, non può essere stata casuale da parte della holding Orsero, abituata a muoversi con i piedi di piombo, cautela, circospezione.

A Borgio in un altro intervento edilizio assai in discusso, nella centrale piazza Marconi, la parte tecnica è stata affidata all’architetto Berio, professionista di esperienza e buone entrature. Gli Orsero hanno acquistato un vecchio edificio e presentato un progetto per uno stabile a tre piani. C’è parecchia volumetria.

L’iter si è arenato e non pare veda entusiasti i componenti della maggioranza del sindaco Renato Dacquino, centro sinistra. Si fa strada l’ipotesi di una trasferimento di volumi nelle vecchie scuole. Un compromesso onorevole?

Il “caso Alassio” si presenta più complesso. Il progettista Melgrati non è il tipo da abbassare la testa o dei compromessi al ribasso. E’ un guerriero che ama lottare, meglio se sotto i riflettori dei mass media.

L’ARRIVO DI LUCIANO CAMPAGNOLO E’ passato in secondo piano, dietro le quinte, l’arrivo e la presenza nel gruppo immobiliare Orsero del super consulente Luciano Campagnolo che già nei primi mesi dello scorso anno aveva lasciato un big puro nel campo immobiliare: Nucera e C. L’imprenditore della T1 di Ceriale (otto palazzi e garage) sotto sequestro penale ed in attesa di un preoccupatissimo responso della Corte di Cassazione.
La convenzione edilizia con il Comune è sfociata nell’accusa di associazione per delinquere per il sindaco Fazio ed il suo assessore (ex sindaco) Revetria, oltre che per due dipendenti comunali e per lo stesso architetto Campagnolo.

Il Secolo XIX il 4 maggio 2011 titolava: “Dal Puc a Bofill, una carriera folgorante. La scalata del progettista che intimoriva i sindaci. Dodici anni a palazzo Sisto fino alla rottura con Berruti insediatosi nel 2006”.

L’architetto che dirigeva l’Urbanistica a Savona aveva motivato la decisione con queste parole (La Stampa, Ermanno Branca): “Dopo 12 anni in Comune sentivo il bisogno di cambiare per avere nuovi stimoli. Le novità nel lavoro fanno sempre bene. Ho deciso di lavorare per conto mio come consulente privato. L’attuale normativa prevede troppe restrizioni per i dipendenti pubblici. Ho 52 anni (era il 19 aprile 2008 ndr) era il momento giusto.”

Campagnolo era stato alto funzionario della Regione Lombardia, poi della Regione Liguria, quindi in Comune a Savona. Le dimissioni nel periodo in cui l’amministrazione comunale stava cercando di approvare il Piano urbanistico (definito un disastro ndr) che era stato adottato nel 2005 della giunta Ruggeri. E il sindaco Berruti aveva commentato: “Campagnolo mi ha spiegato le sue motivazioni personali e riconducibili ad un percorso di evoluzione professionale. Mi spiace che interrompa la collaborazione col Comune perché gli riconosco grande professionalità, grande impegno e dedizione. Nei prossimi mesi Campagnolo dirigerà la fase finale di approvazione del Puc e mi ha garantito il suo impegno. Ho pertanto concordato con l’assessore di Tullio sull’esigenza di imprimere un’accelerazione”.

L’architetto Campagnolo che è quasi subito entrato nel team di Andrea Nucera , architetto, quando non erano iniziati (o perlomeno solo qualche infortunio) la catena di guai giudiziari, anche clamorosi. Con sequestri e pignoramenti di immobili, persino la mega-villa che abitava a Ceriale, dopo un lungo ed inutile braccio di ferro con la Procura della Repubblica. Sigilli pure all’Hotel Saraceno (5 stelle) di Varigotti.

Campagnolo, coinvolto nel presunto scandalo di Ceriale (che dovrà essere confermato o meno da sentenze), ha lasciato il costruttore Nucera, con attività importanti anche su Savona, in collaborazione con Arte (ex Iacp), prima dell’ultimo terremoto. L’infamante spettro di un’associazione per delinquere e abuso d’ufficio, falso.

Nella riservatezza eraapprodato, da tecnico di fiducia, alla Ponente Immobiliare degli Orsero. Collaborando di fatto con un maratoneta della ‘persecuzione giudiziaria’, Marco Melgrati, che ha sempre lanciato la sfida ai suoi accusatori. Vittima della giustizia, dimostrerà l’innocenza e di avere operato per il bene della comunità e comunque in perfetta buona fede.

E il segreto dell’ingresso nel salotto di un grande gruppo, quale gli Orsero?

Manco a dirlo manca il capitolo finale, siamo solo alla prefazione.

Luciano Corrado

1 commento:

  1. "Da big della commercializzazione della frutta esotica, a leader savonese del mattone?"

    Luciano Corrado ha preso un clamoroso abbaglio.
    Gli Orsero immobiliaristi sono si parenti degli importatori di frutta, ma non hanno legami economici in quanto (notoriamente) si odiano tra di loro.
    Due mondi diversi, anche se in vincolo parentale.

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