sabato 23 luglio 2011

Ergastolo per Tommaso Bruno, il ragazzo di Albenga arrestato in india


da ivg;
India. Ergastolo per Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni. E’ questa la sentenza emessa, nel tardo pomeriggio di oggi, dal Giudice indiano del Tribunale di Varanasi nei confronti dei due ragazzi italiani che erano accusati di aver ucciso il proprio compagno di viaggio, Francesco Montis, all’inizio del 2010. Un verdetto shock e, forse, anche inaspettato, che ha lasciato senza parole i genitori di Tomaso Bruno giunti in India per essere vicini al figlio in questo delicato momento. Per conoscere le motivazioni del giudice bisognerà però attendere lunedì.
“I nostri avvocati presenteranno immediatamente ricorso all’Alta Corte di Allahabad” spiegano Marina Maurizio ed Euro Bruno che faticano davvero ad aggiungere altro. “La sentenza ha lasciato allibiti sia noi, che gli avvocati, che l’Ambasciata e forse un po’ meno Tomaso ed Elisabetta che purtroppo conoscono come funziona la ‘giustizia’ in queste Corti” si limitano a dire i genitori di Tommy.
“Dopo avere letto le motivazioni faremo i nostri commenti, per ora gradiremo stare in silenzio per qualche giorno” concludono Marina Maurizio ed Euro Bruno.
Adesso non resta che attendere lunedì per capire che cosa abbia convinto il giudice della colpevolezza dei due ragazzi italiani. Una decisione che sorprende visto che le prove a carico dei due presunti omicidi erano davvero deboli. Secondo l’accusa, Tomaso ed Elisabetta, da 17 mesi in carcere, avrebbero ucciso Francesco per motivi passionali e per uno strano triangolo amoroso che il ragazzo sardo non avrebbe sostenuto più. Per la difesa, invece, Francesco è morto per cause naturali poiché soffriva da tempo di gravi crisi respiratorie. Tesi sostenuta anche dagli stessi genitori della vittima.
I difensori del ragazzo albenganese erano fiduciosi alla vigilia della sentenza: avevano presentato davanti al giudice 50 sentenze di casi simili dove non esiste un movente, né una prova o un testimone a carico degli imputati che, ovviamente, sono stati assolti. La stessa sorte però, incredibilmente, non è toccata a Tomaso ed Elisabetta.

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