Albenga. “Che cos’ho in comune con gli altri vincitori? “Lo chieda a quei ragazzini dei Caruggi che hanno fatto questa scelta, comunque sono in buona compagnia”. Così il vincitore della “Fionda di legno” Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ha esordito al suo arrivo al Teatro Ambra di Albenga dove ritirerà il premio.
“Le fiondate in questo momento le tirerei contro tante persone, sicuramente contro quelle che vogliono distruggere il paesaggio di questa Italia. Caricherei la fionda con provvedimenti di demolizione in alcuni casi e divieto a costruire in altri” ha proseguito Petrini che non ha mancato di farsi scappare una battuta su uno dei prodotti più prestigiosi di Albenga: “Gli asparagi violetti di Albenga li amiamo e li sosteniamo con grande forza”.
Il fondatore di Slow Food ha poi ritirato da Antonio Ricci, alla presenza di molti rappresentanti del territorio (sindaci, il presidente della Provincia Angelo Vaccarezza, il deputato Franco Vazio e l’assessore regionale Angelo Berlangieri) l’ottava “Fionda di Legno”. La scelta del fondatore di Petrini si stacca dalla linea seguita finora dai Fieui di caruggi, ideatori del premio, che ha visto il prestigioso riconoscimento assegnato a personaggi del mondo televisivo e dello spettacolo. La fionda viene assegnata per la prima volta ad un uomo che ha consacrato tutta la sua vita ad un’idea che si può riassumere nell’espressione: cibo buono, pulito, giusto.
“Sicuramente lo meriterebbe – assicura Gino Rapa, portavoce dei fieui- in quanto è uno dei pochi leader carismatici che l’Italia può vantare a livello mondiale. Ma quando lo abbiamo sentito al riguardo ha sempre escluso questa possibilità, anche con un po’ di ironia”. Del resto a Carlo Petrini non mancano gli impegni. Proprio ieri è tornato dal Sud America dove ha tenuto una serie di importanti conferenze e fra poco ripartirà per gli Stati Uniti dove parlerà il 14 Maggio alle Nazioni Unite.
Il Sindaco di Albenga Rosy Guarnieri si è detta soddisfatta della riuscita dell’evento: “Ogni anno cresce sempre di più. Credo che ormai il Teatro Ambra sia diventato troppo piccolo per ospitarlo e servirebbe pensare ad una nuova location in grado di accogliere più persone”.
Carlo Petrini è noto per avere dato vita a esperienze come Slow Food, Gambero Rosso, Cheese, Il salone del gusto, Slow Fish, L’accademia di scienze gastronomiche di Pollenzo, Terra Madre, I presidi Slow food e grazie ai suoi collaboratori porta avanti progetti innovativi e importanti anche con le scuole, come Orto in condotta che riscuote un grande successo tra i bambini che finalmente possono sporcarsi le mani con la terra in una sorta di percorso educativo alimentare.
Come di consueto la consegna della Fionda di legno è accompagnata da uno spettacolo gratuito offerto al pubblico dagli artisti amici dei Fieui di caruggi. Il pomeriggio sarà condotto come sempre dall’attore Mario Mesiano e numerosi ospiti si alterneranno sul palco del teatro Ambra. Primi fra tutti Enrique Balbontin e Andrea Ceccon che, con Fabrizio Casalino impossibilitato a partecipare, avevano ricevuto nel 2008 la fionda dei fieui per il loro tormentone “Torta di riso finita”.
La loro presenza, oltre ad assicurare risate gustose, permetterà di affrontare con Carlo Petrini e Antonio Ricci, una interessante riflessione sul turismo ligure, partendo dal pensiero che lo stesso Petrini ha dedicato al vicino Comune di Laigueglia: “Il turismo del futuro parte dai cittadini residenti, dalla loro qualità della vita, dalla loro capacità di essere felici!”. Ad aprire lo spettacolo è stato però Simone Barbato, noto come il mimo di Zelig e di Avanti un altro con Bonolis. Reduce dal successo del film “Colpi di Fulmine” di Neri Parenti con Christian De Sica si è esibito come mimo, interpretando la Fionda (grazie alla collaborazione di Mesiano e Berlangieri che si sono prestati nel rappresentare la fionda), e in veste di tenore dalla voce possente e straordinaria, accompagnato al pianoforte dal maestro Leonardo Ferretti.

Petrini è veramente un personaggio colossale, e degno del Nobel di cui ha parlato Gino Rapa. E' una delle mie massime fonti ispiratrici e spero di poter fare qualcosa anche piccola nella mia Alassio che si ispiri profondamente ai principi da lui seminati con cura e passione in Italia e nel mondo
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